Ogni famiglia ha le sue tradizioni, ogni cucina le sue ricette.

1971

Rosa ed Enrico

Tutto nasce nel 1950/51. Lo stabile della Trattoria è la prima casa che è stata costruita nel quartiere a nord di via Mameli: lì intorno, all’epoca, c’erano solo campi.

 

Nel tempo aveva cambiato gestione e cambiato nome: prima l’Osteria da Ugo, poi l’Osteria da

Marco. Funzionava così: il locale prendeva il nome di chi ci lavorava.

 

Nel 1971 toccò a mia nonna Rosa Righetti (Rosetta per tutti) e mio nonno Enrico Cipriani

(Rico per tutti).

 

Rosetta e Rico venivano da una famiglia abituata a lavorare la terra e a cucinare. La famiglia di lui gestiva una trattoria in collina a quindici minuti da Verona, con i propri terreni agricoli. Rico e Rosetta erano cresciuti lì: coltivando, cucinando, accogliendo con entusiasmo e calore.

 

Quando arrivò il momento di passare la trattoria di collina alla generazione successiva, decisero che il locale era troppo grande per loro e per le tre figlie ancora piccole.

 

Fu così che presero in gestione l’osteria da Marco e la portarono avanti come sapevano fare.

Il locale divenne l’Osteria da Rico e piano piano, mentre le case prendevano il posto dei campi, diventò il punto di riferimento del vicinato.

 

Dal 1971 al 1979 mia mamma Bruna aveva diviso il suo tempo tra due cucine: l’osteria di Via

Mameli con i suoi genitori, e la Trattoria in collina, dove era cresciuta e aveva imparato il mestiere.

1979

La figlia Bruna con Renzo

Quando nel 1979 Rosetta e Rico decisero di smettere, la proposta fu diretta: “Volete continuare voi?”.

 

Mamma Bruna e papà Renzo dissero SÌ.

 

Da lì cambiò tutto. I campi da bocce sparirono. La briscola e il vino al bancone lasciarono il posto ai tavoli apparecchiati, alla pasta fresca fatta a mano ogni mattina, ai piatti della tradizione veronese.

 

L’Osteria diventò Trattoria. E la Trattoria prese il nome di mia mamma: Dalla Bruna.

Non fu solo un cambio di insegna. Era il suo modo di dire: qui si cucina come ho imparato io, con i prodotti che seleziono con amore, con l’accoglienza che ho appreso da mia madre.

 

Io sono cresciuto in questa trattoria. Prima a viverci e poi a lavorare.

 

Avevo quattro anni e mezzo quando mia mamma e mio papà la presero in mano. Quando tornavo da scuola mi sedevo a un tavolo, mi mettevano davanti un piatto di pasta e stavo lì. 

 

Quando c’era la Pearà – la salsa tipica della tradizione veronese che accompagna i bolliti – prendevo il pane e lo affogavo dentro. Non so spiegarlo. So solo che quel sapore per me è ancora oggi il sapore di casa.

 

A tredici anni ho deciso che volevo fare il cuoco. Scuola alberghiera, estati a lavorare in altri

ristoranti per imparare. Ma sapevo già dove sarei tornato.

 

Nel 1995 ho cominciato a lavorare qui con mia mamma, ogni giorno fianco a fianco. Non era solo lavoro: erano le sue mani che mi insegnavano a tirare la sfoglia, la sua voce che mi diceva quando la Pearà era pronta, i suoi occhi che controllavano se avevo capito davvero. 

 

Le ricette non si scrivevano. Si guardavano, si ripetevano, si facevano proprie. E così, giorno dopo giorno, tutto quello che era suo diventava anche mio.

2007

Davide e Chiara

Nel 2003 ho sposato Chiara, che da allora è l’anima della sala. 

 

Nel 2007 abbiamo preso noi la gestione della Trattoria. Da allora lavoriamo ogni giorno per migliorare – la cucina, il servizio, l’esperienza – senza perdere quello che questa Trattoria è sempre stata.

 

Cinquantacinque anni. Tre generazioni. Un’anima sola.

 

Da Rosetta e Rico, che nel 1971 aprirono un’osteria dove c’erano ancora i campi. 

A Bruna, che le diede il suo nome e la sua cucina. 

A me e Chiara, che oggi la portiamo avanti con la stessa passione di allora.

 

Trattoria Dalla Bruna è un pezzo di storia veronese. Una storia che è ancora in corso.

 

Ogni volta che ti siedi al nostro tavolo, ne diventi parte. E noi continuiamo a fare quello che la Bruna ha sempre fatto: accogliere con cura, cucinare con entusiasmo, tramandare ciò che abbiamo ricevuto.

 

Davide Bighelli